L'altopiano di Cariadeghe

Il Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe è un’area classificata come “parziale, geomorfologica e botanica” ed interessa all’incirca 506 ettari del territorio del Comune di Serle.

Tale ambito è delimitato a nord dalla Valle di Caino, ad ovest dalla Valle Salena e dalla conca di Botticino, a sud e a sud-est dalla pianura pedemontana. La configurazione orografica è caratterizzata da una grande conca la cui parte nord si innalza verso una dorsale formata dalle massime elevazioni della zona: monte Ucia (m. 1.168), monte Fontanelle (m. 929), monte Olivo (m. 934) e monte Tre Cornelli (m. 877). La principale peculiarità di questa zona, è data dal fenomeno carsico che si manifesta sotto forma di doline, di grotte (sia in superficie che in profondità) e di inghiottitoi, da cui consegue una pressoché totale assenza di idrografia superficiale. Le numerosissime doline, infatti, fungono da imbuti naturali convogliando l’acqua delle precipitazioni meteoriche nel sottosuolo. Molte delle grotte che si aprono sul fondo delle doline stesse, risultano percorribili e sono pertanto state utilizzate per molto tempo come “buchi del latte” per la conservazione dei prodotti caseari. In alcune di queste cavità naturali, sono stati segnalati diversi ritrovamenti preistorici risalenti al paleolitico ed al mesolitico. Dal punto di vista avifaunistico, sono 36 le specie di uccelli che si riproducono all’interno di quest’area protetta; tra le più interessanti vanno annoverate le specie di rapaci diurni quali Falco pechiaiolo, Nibbio bruno, Poiana e Gheppio. Tra le specie comuni, invece, i più diffusi sono Merlo, Capinera e Fringuello.

I boschi dell’Altopiano sono costituiti in prevalenza da cedui misti di latifoglie della serie montana (caratterizzati da Frassino maggiore e Acero montano accompagnati da Cerro, Rovere, Betulla, Carpino bianco, Sorbo e Faggio) e della serie sub-montana (rappresentati da Roverella, Orniello, Carpino nero, Corniolo e Acero campestre).
Da segnalare anche una significativa presenza del Castagno, e di vaste aree occupate dal Nocciolo.
Esistono anche ampie zone, tutt’oggi utilizzate a prato e a pascolo.
Di particolare interesse è la presenza su tutta l’area protetta, di numerosissimi esemplari (all’incirca 150) di maestosi alberi secolari.